L'attacco di panico ... questo intruso

La maggior parte di coloro che sono stati colpiti da attacchi di panico riferiscono di non capire cosa gli stia succedendo,capiscono di star male,ma non sanno individuare né la causa ,né il disturbo,anzi molto spesso si recano al pronto soccorso,pensando di avere un infarto.L’attacco di panico si manifesta in vari disturbi d’ansia,ma anche in alcuni casi in cui gli stati ansiosi e depressivi si alternano,è contraddistinto da un inizio improvviso,raggiunge rapidamente l’apice,di solito circa in dieci minuti ed è spesso accompagnato da un senso di pericolo e di catastrofe imminente con relativo desiderio di fuga.Secondo il DSM IV,per fare diagnosi di attacco di panico,la sensazione di intensa paura deve essere accompagnata da almeno 4 dei sintomi,che in totale sono 13,che segnalano l’insorgere del disturbo.Ma prima di elencare quali sono i tredici sintomi dell’attacco di panico,bisogna precisare che l’ansia o meglio la paura non sono sempre state sensazioni solo negative,infatti nell’era preistorica avevano una precisa ragion d’essere, gli esseri umani allora vivevano allo stato selvaggio,a contatto ravvicinato con fiere e rettili estremamente pericolosi per la loro sopravvivenza e in abitazioni poco sicure,per cui trovavano nella paura e nello stare all’erta degli ottimi alleati contro questi pericoli concreti e tangibili,poiché individuandoli rapidamente,potevano meglio difendersene.Attualmente l’ansia e la paura sono ancora degli ottimi campanelli di allarme di fronte al pericolo,quello vero e razionale,ma non quello irrazionale,tipico di questo disagio psicologico.Ma ritornando ai tredici sintomi dell’attacco di panico summenzionato,diciamo che essi sono:1)palpitazioni,2)sudorazione,3)tremori fini o a grandi scosse,4)dispnea o sensazione di soffocamento,5)sensazione di asfissia,6)dolore o fastidio al petto,7)nausea o disturbi addominali,8)vertigini o sensazione di testa vuota,9)de= realizzazione o depersonalizzazione,10) paura di perdere il controllo o di impazzire,11)paura di morire,12) parestesie e brividi,13)vampate di calore.Secondo la mia esperienza e non solo, gli individui tormentati dagli attacchi di panico riferiscono di aver pensato di essere in procinto di morire,di poter perdere il controllo,di stare per avere un infarto o di poter impazzire e la cosa peggiore è che avvertendo a qualche livello che si tratta di un disturbo irrazionale se ne vergognano e quindi hanno spesso delle remore a chiedere aiuto.Se poi spinti dal bisogno di ritrovare il proprio benessere, si rivolgono ad uno psicologo per un trattamento,spesso se ne vergognano come se stessero commettendo un furto, anzi forse di più e molte volte non vogliono renderlo noto neanche alle persone a loro più vicine.A proposito di questo disturbo c’è ancora da dire che spesso è associato all’agorafobia, alla claustrofobia,alla fobia sociale,al disturbo post traumatico da stress ecc.inoltre bisogna distinguere 3 tipi di attacco di panico:gli inaspettati cioè non associati ad un fattore scatenante situazionale,quelli causati dalla situazione(per es. la vista di un cane,nei casi di fobia verso questo animale) e infine gli attacchi di panico sensibili alla situazione(per es.guidare da mezz’ora e avere attacchi di panico)che avvengono quando non si manifestano subito dopo l’esposizione allo stimolo,per la diagnosi di Disturbo di panico gli attacchi devono essere inaspettati,ma nella pratica psicologica ho riscontrato che non sempre la distinzione è così netta,specialmente quando il disturbo è in fase avanzata. 

Agorafobia 

L’attacco di panico si manifesta molto frequentemente accompagnato dal disturbo agorafobico o agorafobia, quest’ultima però può presentarsi anche separata dal disturbo di panico.La caratteristica essenziale dell’agorafobia è l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile o imbarazzante allontanarsi,o nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di attacco di panico.Solitamente la sensazione di disagio e malessere è collegata a luoghi molto vasti e aperti come indica l’origine della parola, infatti agorà in greco è la piazza.L’ansia che invade e pervade l’agorafobico,determina tipicamente l’evitamento di una varietà di situazioni che possono includere:lo stare fuori casa da soli o lo stare a casa da soli;l’essere in mezzo alla folla;viaggiare in automobile,autobus o aeroplano;oppure essere in ascensore.Alcuni sono in grado di esporsi alle situazioni temute,ma sopportando fatica e paura.Sicuramente la presenza di un accompagnatore,allevia tali disagi.Nonostante non sia tra i disturbi psicologici più gravi,l’agorafobia come anche l’attacco di panico risulta essere molto invalidante per colui o colei che ne soffre,in quanto l’evitamento delle situazioni che inducono sofferenza,può compromettere la capacità di recarsi al lavoro o di portare avanti le incombenze domestiche.L’agorafobia ha delle similitudini con la fobia sociale e il disturbo d’ansia di separazione,alcune volte può essere una ulteriore evoluzione.Vorrei spiegare anche brevemente in cosa consiste la fobia sociale:essa è una paura marcata e persistente che riguarda le situazioni sociali o prestazionali che possono creare imbarazzo e con esso dare adito ad un attacco di panico e può interferire molto con la routine quotidiana,tanto da essere paralizzante anche nell’ attività lavorativa,la paura è quella di essere considerati pazzi,stupidi o deboli e di essere derisi o umiliati,provano tutti i sintomi collegati all’ansia e hanno paura di arrossire e tremare in pubblico,per cui evitano le situazioni scatenanti.A volte l’ansia anticipatoria può davvero procurargli una prestazione scadente.L’ansia da separazione invece riguarda maggiormente i bambini ed è la paura di essere separati dal loro “custode”.Riguardo la mia esperienza con pazienti affetti da questo tipo di disturbi posso dire che ho riscontrato una concomitanza di fattori sottostanti a tali problemi:scarsa strutturazione dell’Io e del Se,fragile identità,Super io rigido e pervasivo,scarsa o inesistente autostima strettamente collegata a sentimenti di autosvalutazione,passività e rabbia repressa,in alcuni casi una certa difficoltà a separarsi psicologicamente dalle figure di riferimento. Disturbo di panico:Se gli attacchi di panico sono ricorrenti,inaspettati, seguiti da almeno un mese di preoccupazione sulle possibili implicazioni e conseguenze possiamo parlare di disturbo di panico Alcuni individui con questo disturbo cambiano in modo significativo il loro comportamento,ma negano di avere il timore per un altro attacco o le preoccupazioni per le conseguenze dei loro attacchi e spesso attuano condotte di evitamento. Possono arrivare a demoralizzarsi fino al punto da lasciare il lavoro.Un divorzio o un allontanamento da relazioni interpersonali importanti può causare una esacerbazione del disturbo.