Il lavoro psicologico con i sogni

Sono decenni che studiosi interessati a vari ambiti  di ricerca:        medicina,biologia, psicologia, hanno rivolto la loro attenzione ai sogni per capirne i meccanismi,l’utilità e i significati.Il sogno è un argomento che ha stimolato la curiosità umana sin dai tempi più antichi,infatti era considerato strumento per la predizione del futuro,  suggeritore per il gioco del lotto, consigliere notturno e fidato per la soluzione di problemi reali,inoltre si è sentito parlare spesso di sogni premonitori.Oggi la ricerca è giunta alla conclusione che il sogno non sia altro che il pensiero di un cervello che si trova in uno stato biochimico diverso.Infatti le esigenze fisiologiche del sonno alterano il suo funzionamento.I sogni possono sembrare bizzarri o privi di senso perché la chimica del cervello addormentato influenza il modo in cui percepiamo i nostri stessi pensieri,nonostante continuiamo a concentrarci sulle stesse cose che ci interessano quando siamo svegli. Ma a cosa servono i sogni? S.Freud riteneva che i sogni esprimessero soprattutto i desideri repressi,ossia impulsi infantili di natura sessuale o aggressiva.Altri psicoanalisti hanno attribuito ai sogni aspirazioni narcisistiche o forme di compensazione dei sentimenti d’ inferiorità.Recentemente si è ipotizzato che siano simulazioni dei pericoli,o che contribuiscano al consolidamento dei ricordi,cosa quest’ultima confermata da alcune ricerche.Ma ciascuna di queste ipotesi, che sia provata o no, caratterizza solo alcuni tipi di sogni,ma nessuna riesce a spiegarne tutti i tipi. Negli anni cinquanta cominciarono ad effettuarsi studi scientifici più approfonditi sul sonno e i sogni e due ricercatori  dell’Università di Chicago scoprirono che le persone fanno molti più sogni di quanti ne ricordino.I due scienziati scoprirono che il sonno umano consiste di una serie di cicli della durata di 90 minuti circa,ciascuno dei quali contiene un periodo caratterizzato da rapidi movimenti oculari ed intensificazione dell’attività cerebrale(fase R.E.M.),che è altrettanto intensa di quella dei periodi di veglia.Così constatarono che svegliando i loro soggetti sperimentali verso la fine di ognuno dei periodi REM,questi raccontavano in media quasi 5 sogni per notte,svegliati più tardi potevano anche non ricordarli,il che significa che sogniamo sempre anche quando al mattino non ricordiamo alcun sogno.Negli anni seguenti tale sperimentazione,le scansioni ottenute con la tomografia ad emissione di positroni(P.E.T.) ci hanno consentito di vedere quali siano le aree cerebrali coinvolte nel sonno:le parti della corteccia cerebrale associate alle immagini visive e alla percezione del movimento si attivano in modo ancora più netto che nello stato di veglia,come pure alcune zone del cervello profondo associate alle emozioni.La corteccia prefrontale dorso laterale,al contrario è meno impegnata durante il sonno,poiché trattasi della zona associata alla logica e alle scelte volontarie e socialmente appropriate.L’osservazione relativa alla corteccia prefrontale è in accordo con il fatto che i sogni sono da tempo associati con una minore censura,non solo nel senso freudiano di mancata inibizione di sesso e aggressività,ma anche in termini di filtrazione degli scenari illogici e anormali.All’inizio queste entusiasmanti scoperte fisiologiche portarono gli studiosi a pensare che i sogni fossero soltanto un epifenomeno,cioè un effetto secondario degli schemi di attivazione cerebrale che si verificano nel sogno e si giunse persino a definire l’attività REM come qualcosa di casuale, anche se nessuna evidenza suggeriva che lo fosse più di quanto lo sia quella attività cerebrale che ha luogo durante la veglia.Ma questi risultati non rispondevano comunque alla domanda su quale fosse lo scopo del sogno,per chi voglia attribuirgli significati diversi da quelli trattati ampiamente da Freud e da tutta la psicoanalisi. Proseguendo nel tempo giungiamo agli anni novanta quando una crescente massa di ricerche portò alla conclusione che il sonno fosse importante per il consolidamento dell’apprendimento, da questo si è passati ad osservazioni più recenti che hanno suggerito, confermando gli studi precedenti, per il sonno REM un ruolo nel consolidamento della memoria.Nel 2009 alcuni psicologi dell’Università della California a San Diego hanno condotto studi per verificare se il sonno REM possa facilitare anche qualcosaltro oltre il consolidamento dei ricordi,così hanno dato ai loro soggetti un test che richiedeva una certa creatività nella risoluzione dei problemi,non tutti i soggetti testati venivano assecondati a lasciarsi andare al sonno REM,ma fu solo il gruppo che aveva dormito in condizioni REM che realizzò i massimi progressi nel trovare soluzioni creative ai problemi presentati in precedenza.MA gli studi recentemente effettuati sui sogni lucidi sono quelli che aprono scenari davvero incoraggianti per la psicologia,fino al punto da sperare che in un futuro molto prossimo  si possano curare attraverso di essi gli stati ansiosi ed altre patologie.I sogni lucidi sono quelli che si situano tra la veglia e il sonno,che però non vanno confusi con le allucinazioni transitorie che si verificano nell’addormentamento o al risveglio,durante il sogno lucido l’attività del cervello è analoga a quella dello stato di coscienza vigile,per cui si stanno man mano approfondendo le conoscenze sui processi neurali sottostanti a questo stato di coscienza che si situa tra la veglia e il sonno,è stato infatti riscontrato che la “firma”elettrica del sogno lucido è un’attività accresciuta nella zona che si trova dietro la fronte,cioè la zona del lobo frontale.Altre zone coinvolte sono la pellicola corrugata che si trova alla superficie del cervello  e alcune aree dei lobi parietale e temporale che esibiscono andamenti tipici del sonno REM,mentre il lobo frontale funziona,nel sogno lucido, in modo molto simile a quello dello stato di veglia.Le opportunità di utilizzo del sogno lucido nel futuro potrebbero essere molteplici,in quanto esso è per sua natura quello stato in cui chi dorme riconosce di stare sognando e in qualche caso riesce ad influire sull’andamento del sogno stesso, per cui attraverso specifici esercizi il soggetto che sogna potrebbe giungere ad avere il completo controllo su ciò che sta sognando,con una tecnica simile a quella della fantasia guidata già ampiamente applicata nella cura di varie problematiche di tipo psicologico,in particolare nei casi in cui è necessario indurre uno stato di rilassamento nei pazienti.Ecco perché si ipotizza che il sogno lucido potrebbe essere d’aiuto nell’alleviare gli stati di ansia,le reazioni a specifici stimoli fobici,permettendo alle persone di affrontare le fobie nell’ambiente sicuro offerto loro dalla consapevolezza che si tratta solo di un sogno.Inoltre la possibilità offerta da questo tipo di sogni dell’emergere della coscienza nel corso di un incubo, potrebbe consentire a chi ne soffre, di prendere una certa distanza,in termini emotivi,dal contenuto dell’incubo.Ma queste sono per ora solo promesse per il futuro,in quanto c’è ancora molto da scoprire su questo argomento:non sappiamo per esempio,quali siano le circostanze in cui questi sogni compaiono più di frequente,né come indurli in modo tecnicamente certo e inconfutabile.Quando si giungerà a tale conoscenza,si potrà usare il potere di questi particolarissimi sogni e cogliere qualche elemento utile per capire meglio la natura della coscienza.Il potenziale del sogno lucido in terapia,per la risoluzione dei problemi,o come puro intrattenimento,potrebbe essere illimitato.                                                                                


IL SOGNO IN ANALISI TRANSAZIONALE     

Trattare il significato psicologico insito nei sogni secondo l’analisi transazionale,necessita di un breve riferimento alla teoria freudiana su cui intendo tornare più ampiamente in seguito:per la teoria freudiana l’uomo è considerato organismo motivato,nella sua attività,da pulsioni,dalla ricerca della soddisfazione e dall’evitamento del dolore che è il risultato dell’accumulo di tensione per il mancato soddisfacimento,o almeno dalla scelta del male minore,per cui il sogno secondo questi principi,sarebbe mosso dall’energia psichica collegata ai desideri, i quali vanno a combinarsi con i residui diurni,quindi si tratterebbe in sintesi di una “scarica del rimosso”,il sogno si svolgerebbe quindi come una rappresentazione più o meno mascherata dei desideri e la sua funzione sarebbe l’appagamento indiretto di essi.L’interpretazione mira alla individuazione di tali desideri.Per la psicologia analitica, che si distacca dalla concezione precedente,l’uomo è motivato nel suo vivere dal bisogno di individuazione,che si esprime in un processo di sviluppo dinamico di integrazione per tutto l’arco dell’esistenza e la funzione del sogno è rivelare.In Analisi Transazionale e quindi per Berne il suo creatore:il sogno è il modo più rapido per avere accesso alla visione del mondo di colui che sogna e al suo copione di vita,tenendo conto però del momento che la persona che sogna sta vivendo, in quanto i prodotti onirici sono anche espressione dell’evoluzione dell’individuo e dell’emergere del nuovo.Insomma il sogno è espressione di varie parti di se che lo stesso sognatore può individuare,aiutato dalla guida di un esperto,in questo caso l’analista transazionale.Secondo Berne colui che sogna invece di pensare a ciò che dovrebbe fare secondo la morale,comincia a pensare a ciò che gli piacerebbe fare e quindi divieti e morale,ma anche i limiti esistenti nella realtà si dissolvono e il Bambino ha la possibilità di perseguire nei sogni il suo procedimento magico.Evidentemente l’idea freudiana che i sogni siano realizzazioni di impulsi irrazionali,repressi durante la veglia,sembra sostanzialmente condivisa da Berne,pur se mitigata dalla diversità dei due protagonisti nelle rispettive teorie:l’Es per Freud e il Bambino per Berne.Un altra autorevole opinione è quella di E.Fromm secondo il quale i sogni partecipano tanto della nostra natura irrazionale,quanto di quella razionale.Secondo A. Ferrara l’analisi transazionale possiede due matrici quella freudiana e quella esistenziale.Quando un paziente presenta un sogno in terapia a volte si difende dai suoi contenuti presentandolo con distacco oppure se ne dimentica del tutto o in parte,queste  sono entrambe tendenze ad alienare dalla consapevolezza le forze “pericolose” che si affacciano alla coscienza mascherate dietro il linguaggio metaforico del sogno,da esso possono emergere immagini di sé che non corrispondono al proprio IO idealizzato e anche esperienze dolorose del passato che potrebbero portare dolore ed umiliazione.Il sogno contiene i nuclei del proprio copione e affrontarli produce sofferenza.Il vero specialista nella comprensione del sogno è chi lo ha sognato,al terapeuta spetta il compito di aiutare il paziente,con un attenzione empatica al racconto del sogno e a come è accompagnato dalle espressioni non verbali, a darne lettura riportandolo nel qui ed ora,perchè narrarlo al presente interrompe la frattura con il passato e ricorda che l’unico tempo che si  sta vivendo è quello attuale,il passato non c’è più ed il futuro è soltanto possibile.Il sogno contiene sempre delle parti del proprio se alienate perché considerate pericolose ed il lavoro da svolgere in terapia sarà proprio quello di far in modo che l’individuo si riappropri di queste parti in  un ambiente protetto  e con la presenza contenitiva del terapeuta.Le parti di se considerate pericolose e quindi alienate hanno provocato una scissione,per cui attraverso le varie tecniche disponibili si dovrà procedere verso l’ integrazione di queste parti.L’incubo o il sogno terrifico nascono da parti fortemente e drammaticamente alienate della personalità e sono una elaborazione magica del bambino a contatto con i suoi vissuti di impotenza di fronte ad esperienze alle quali non sa rispondere o non  può rispondere e reagire.Gli aspetti spaventosi e mostruosi vanno riassimilati,poiché l’incubo è un adattamento, un sistema difensivo e come tale contiene gli aspetti sani della personalità che di fronte alla frustrazione e al pericolo hanno scelto la sopravvivenza.L’attività onirica è centrata su aspetti interni e privati,ma il mondo transazionale è la manifestazione nell’ambiente di quanto si verifica nella persona e nel suo dialogo interno e quindi in molti casi seguiti in terapia di gruppo è utile usare, appunto, il gruppo come bersaglio proiettivo.I metodi per utilizzare il sogno come mezzo di cura e di diagnosi sono molteplici e si possono arricchire ulteriormente filtrati attraverso la creatività del terapeuta,ma il concetto principe è cogliere i bisogni espressi in esso e convogliarli verso l’espressione piuttosto che permettere al paziente di rimanere legato alla recitazione di un ruolo a volte inconsapevolmente falso.

Per chi fosse interessato ad approfondire , invito a leggere il mio articolo <<Sogno  dunque sono>> pubblicato sulla rivista <<Psicologia e salute>> relativa al primo Convegno CE.P.A.T. di Analisi Transazionale tenutosi a Napoli il 30 novembre 2012 . Se ne può fare richiesta direttamente alla sottoscritta .